Wednesday, July 28
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Bergomi: “Non posso tornare allInter per le telecronache. Eriksen, Conte lo voleva?” – Corriere dello Sport

MILANO – “Un ritorno all’Inter? Per me è finita, nel senso che mi sono messo il cuore in pace. L’ultimo ad averci provato è stato Sabatini. Gli ho detto che c’erano incomprensioni del passato, che nascono sempre dalle telecronache. Alla fine, mi ha detto che non c’erano le possibilità. Chi ci ha provato ancora di più è stato il povero Giacinto Facchetti ma non c’è stato nulla da fare”. Sono le parole dell’ex difensore dell’Inter e oggi commentatore tecnico di Sky Beppe Bergomi a Radio Nerazzurra Sulle sue telecronache e sull’essere imparziale nei confronti dei nerazzurri ha detto: “Dico sempre le stesse cose: io nel cuore ho la mia squadra, ma lavoro per una tv che vive di abbonamenti. Loro fanno ricerche di mercato, quando tu firmi un contratto devi andare con le tue conoscenze,essendo più imparziale possibile. Anche la critica è sempre fatta in maniera costruttiva, tutti non li può accontentare. L’anno scorso ho fatto un percorso con l’Atalanta, mi sono divertito tantissimo manon se n’è accorto nessuno. Se parlo di Inter e Juventus subentrano dei problemi, ma questo lo sa anche l’azienda. Poi quello che ho nel cuore lo so io.”.

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“Calciopoli? Quella Juve poteva vincere in altri modi”

Infine Bergomi ha parlato di Calciopoli: “Mai toccato l’argomento con ex giocatori della Juve? E’ un argomento abbastanza spinoso, spesso cercano di sorvolare. Io nei miei anni non ho vissuto Calciopoli, ma nel ’98 sentivi che qualcosa non quadrava nel sistema. In quell’anno la Juventus era talmente forte che poteva vincere anche in maniera diversa. Mi fermo qui”.

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“Eriksen? Fa fatica col modulo”

Bergomi ha poi parlato dell’attuale Inter di Conte, a partire dal possibile cambio modulo: “A partita in corso si può provare a cambiare, ma ora che già sei in ritardo toccare dei meccanismi diventa difficili. Capisco Conte, anche se in alcune situazioni si potrebbe pensare a dei piccoli spostamenti. Se passi a quattro devi comunque abituare i terzini a giocare in maniera diversa. Eriksen? Il modulo lo condiziona – ha proseguito parlando del danese e dei suoi problemi nei nerozzurri -. Per me è un “sotto leader” che ha bisogno di sentirsi coinvolto sennò fa fatica. Però onestamente dal Tottenham avrei preso Son o Kane, non Eriksen. Io vedo che fa fatica a incastrarsi in questo sistema di gioco e nella nostra cultura calcistica. All’Inter mi hanno detto che era un’opportunità di mercato, ma l’ha voluto Conte? Non lo sapremo mai”


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