Thursday, April 15
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Rinnovo Gattuso, Corbo: “Non capisco che bisogno cè di distrarlo proprio ora…” – Tutto Napoli

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica: “Il Napoli ha perso la seconda partita di fila in casa, non bisogna drammatizzare ma sono emerse cose specialmente ieri. Il Napoli è macchinoso nella costruzione del gioco e costruisce con una velocità inferiore rispetto al Sassuolo, che ha fatto una partita tatticamente perfetta. Una squadra allenata bene da De Zerbi, il gioco va avanti con fluidità e semplicità disarmanti, con la direzione di un grandissimo centrocampista come Locatelli. Il Napoli deve accelerare la fase della costruzione, ha un giocatore fondamentale come Osimhen che diventa forte quando riesce a imporre la sua velocità su lunga traiettoria. Quando arriva al contrasto supera l’avversario di forza. Bisogna creare un gioco che abbia degli spazi, ritirare la squadra 10-20 metri dietro.

Gattuso? Non so che bisogno c’è di distrarlo in un momento così importante con la questione del rinnovo del contratto. C’è stata questa corsa all’annuncio del rinnovo, con il tecnico che chiede l’abolizione delle clausole. Mi è sembrato inopportuno. Il Napoli sta lavorando bene, paga gli stipendi e non rischia situazioni economiche gravissime. Però la fretta di rinnovare il contratto non è un’urgenza. C’è una cosa al titolo su questa cosa ma Gattuso andrebbe lasciato lavorare. Gattuso è un signor professionista e il Napoli è una bella società. Quando i dirigenti del Napoli entrano in banca entrano senza arrossire. Il calcio italiano ha 15 società che rischiano di non poter pagare gli stipendi mentre il Napoli ha una gestione economica formidabile. Il giorno prima si parla di Scudetto e il giorno dopo si parla di Gattuso mediocre, serve un po’ di equilibrio.

Milik? Storia molto amara. Una sconfitta per il calciatore – che si è intestardito – e anche per il Napoli. C’è una responsabilità: siccome comanda De Laurentiis non ci sono gerarchie intermedie. Serviva qualcuno che aiutasse Milik a uscire dall’isolamento. Attraverso il buonsenso si poteva arrivare alla persuasione. A me non dispiacerebbe rivedere Milik che si gioca il posto con Osimhen e Petagna. Detto questo, amerei vedere Petagna giocare davanti a Osimhen, come Orlando davanti ad Altafini. Deve fare da apripista e a sportellate”.

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