Wednesday, June 16
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Paradosso Juve: panchina più corta, ma che incide di più… – La Gazzetta dello Sport

Dalla panchina il 30% delle reti messe a segno finora. L’anno scorso era di poco inferiore al 9% sui 100 gol fatti. Pirlo dispone di alternative limitate. Eppure il contributo dei subentrati si sta rivelando più performante

Andrea Pirlo porta avanti il suo progetto pescando in un mazzo con poche carte. E i risultati, almeno finora, si sono rivelati superiori alle aspettative. Complici gli infortuni, le defezioni causate dal Coronavirus e il ridimensionamento della rosa dopo un mercato finalizzato alla riduzione dei costi, il nuovo tecnico bianconero si è trovato costretto a fare di necessità virtù, attingendo spesso alle seconde linee proprio nella stagione in cui la panchina non pullula di alternative come nelle precedenti annate di vacche grasse. Eppure, a conti fatti, l’apporto dei subentrati si è rivelato fondamentale nelle prime uscite stagionali, sia in termini di reti sia di contributo alla manovra.

PESO SPECIFICO

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Per andare al sodo, dei 13 gol realizzati nelle sette partite disputate finora (escluso il 3-0 a tavolino contro il Napoli) ben quattro sono arrivati da giocatori subentrati in corsa: uno da Kulusevski (che ha evitato il k.o. contro il Verona), due da Ronaldo e uno da Rabiot nel poker rifilato domenica allo Spezia. Vale a dire circa il 30% delle reti messe a segno fino a oggi, quando la percentuale della scorsa stagione fu di poco inferiore al 9%. Infatti, sui 100 gol tondi tondi realizzati l’anno scorso tra campionato e coppe, furono solo nove quelli arrivati dalla panchina (tre da Higuain, due da Dybala e Douglas Costa, uno da Danilo e Bernardeschi). La statistica è logicamente influenzata dalla doppietta di Ronaldo, entrato solo nella ripresa esclusivamente perché reduce da due settimane di inattività causa Covid-19. Ma l’apporto della panchina si è finora rivelato fondamentale anche grazie a quegli elementi etichettati come rincalzi sin dall’inizio.

POCHI MA BUONI

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Se negli ultimi anni i bianconeri hanno dettato legge anche grazie a una rosa zeppa di alternative e nomi altisonanti, al punto da poter idealmente schierare due formazioni titolari, quest’anno la musica è cambiata. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui veniva addirittura ceduto Emre Can per eccesso di abbondanza, quando oggi si è costretti ad attingere a piene mani dall’U23. La stessa panchina che fino a pochi mesi fa abbondava di stelle del calibro di Douglas Costa e Higuain adesso ospita soprattutto giovani di belle speranze come Frabotta, Portanova e Vrioni, tutti già lanciati da Pirlo. Ma le risposte sono state confortanti. Chi è entrato a partita in corso, finora ha sempre contribuito ad alzare il livello, compresi quelli che sono ancora in bilico tra una maglia da titolare e il ruolo di rincalzo come McKennie, Arthur, Rabiot e Bentancur (che hanno dato il meglio di sé da subentrati). In generale, la qualità delle alternative è indubbiamente calata, ma Pirlo sta riuscendo a spremere il materiale a disposizione nonostante il cantiere ancora aperto. Un fattore che induce ottimismo per il futuro, anche al netto di prestazioni ancora singhiozzanti.

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