Friday, April 16
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Spezia-Juventus 1-4: Ronaldo micidiale trascina la Juve – Tuttosport

CESENA – Non sono solo i gol di Cristiano Ronaldo, ma lo spirito, l’agonismo, la capacità di trascinare che trasformano la Juventus in un’altra squadra. Non c’è niente di scandaloso, perché se hai in squadra uno dei due giocatori più forti del mondo, è anche logico che la sua presenza cambi tutto. La Juventus vince bene, vince largo e vince in modo convincente, pur lasciando spunti sui quali Pirlo lavorerà nelle prossime settimane, ma soprattutto vince: era quello che doveva fare e l’ha fatto. Festeggiando degnamento il 123esimo compleanno.

TRASFORMAZIONEPirlo cambia. E la variante sul suo tema tattico è sostanziale, perché rinuncia a un trequartista (fin qui in campo ce ne sono stati sempre due) per inserire una mezzala di inserimento, nella fattispecie McKennie. Ne esce un 4-4-2 nel quale Cuadrado e Chiesa stanno sempre larghi (e spesso scende Danilo, in grandissima giornata) e, invece di avere due mediani, due trequartisti e una punta, ci sono 3 centrocampisti (Bentancur, Arthur e McKennie) e due punte: Morata (eccellente prestazione) e un finora spento Dybala. Il cambiamento rende efficace la fase di costruzione che è più fluida ed efficace, anche se non adeguatamente concretizzata. Restano, invece, certe amnesie difensive che tolgono compattezza alla Juventus e lasciano l’impressione di una certa fragilità. Pesano le assenze di Chiellini e De Ligt, ma Pirlo dovrà lavorare maggiormente sulla concentrazione difensiva. Così come deve affilare la cattiveria offensiva per sfruttare meglio la qualità a sua disposizione: i 4 gol segnati, infatti, rischiano di nascondere le troppe imprecisioni.

MORATA FINALMENTE – Parte bene la Juventus, decisa e frizzante. Arthur fa la differenza in fase di costruzione (numeri impressionanti quanti a palloni giocati e precisione dei tocchi, visto che tocca oltre 100 palloni con una precisione del 94%), Danilo ispira il gioco, McKennie è indemoniato, si fa trovare a centrocampo e spessissimi in area. E proprio Danilo mette davanti alla porta McKennie al 14′: l’americano può tirare, ma decide di allargare la palla a sinistra, dove accorre Morata che in diagonale infila in rete. Controllo del var, ormai un classico per lo spagnolo, ma questa volta viene appurato che sul passaggio di McKennie si trova dietro la linea della palla, gol buono e significativo abbraccio di tutta la squadra per Alvarito.

CR GOL – La Juventus continua ad attaccare, ma non trova il secondo gol. In compenso si impigrisce a livello difensivo e incassa il pareggio al 32′. Tiro di Pobega, lasciato sciaguratamente libero in mezzo all’area, da uno spaesato piazzamento difensivo dei bianconeri. Nel finale di primo tempo la Juventus cerca di riprendersi la partita, ma sbaglia ancora (occasionissima di Morata a due minuti dall’intervallo). Nella ripresa continua a soffrire il coraggio dello Spezia, ma al 56′ entra Cristiano Ronaldo e inizia un’altra gara. Ci vogliono tre minuti perché vada in gol: Morata lo pesca in area, lui dribbla secco Provedel e la mette in rete comodo. Lo Spezia accusa il colpo psicologico e si trova davanti un CR7 affamatissimo. Neanche dieci minuti dopo, infatti, Chiesa lancia Rabiot (entrato al posto di Bentancur) che dribbla Chabot e prosegue l’azione personale (ci sarebbe Morata in messo), cambiando la direzione e insaccando di destro sul primo palo. La Juventus nel frattempo ha inserito anche Kulusevski al posto di Morata, non spegne la foga agonistica trascinata da Ronaldo e trova il quarto gol su rigore (se lo procura Chiesa con un’azione personale) che viene trasformato da Ronaldo con un cucchiaio. In tutto questo Buffon riesce dimostrare di essere ancora fra i cinque portieri migliori del mondo respingendo un colpo di testa di da pochi metri, a testimonianza che, anche tornata a dominare la partita, qualche rischio la Juventus lo ha corso.

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