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Pioli, missione scudetto. Ritrova Donnarumma e tenta il +5 sullInter – La Gazzetta dello Sport

Oggi a Udine la capolista cerca la decima vittoria stagionale che vale anche l’allungo sui nerazzurri

Dal nostro inviato Marco Pasotto

1 novembre
– UDINE

Per chi continuerà sempre e comunque a classificarlo come Normal One, il paragone fra Stefano Pioli e James Bond è il trionfo dell’ossimoro. Ma intanto, chiariamo subito: ieri il tecnico rossonero ha semplicemente detto che ama Sean Connery, omaggiando la scomparsa del grande attore, e che volendo dare un titolo al suo Milan vedrebbe bene “Mai dire mai”. L’accostamento fra Stefano e James-Sean semmai proviamo a farlo noi, perché tutto sommato anche lui ha una missione molto complicata (riportare il Milan in Champions) e deve vedersela con molti nemici (le inseguitrici, disposte a tutto pur di bloccare il volo del Diavolo: ma intanto oggi può aumentare a +5 il distacco sull’Inter). Per fortuna qui non si parla di testate nucleari e nessuno ha intenzione di ucciderlo, ma anche in questo caso balla parecchio denaro: come ha ricordato l’altro giorno l’a.d. rossonero Ivan Gazidis, fra un anno il Milan tornerà sotto il microscopio del Fair play finanziario Uefa e i soldi della Champions faranno decisamente comodo.

carezze

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Mai dire mai, peraltro, potrebbe essere anche uno slogan buono per la stagione corrente in chiave scudetto. Perché, a parte lo sfrontato Ibra, al Milan nessuno si è permesso di sdoganare quella parola (e nessuno lo farà), però molti l’hanno in qualche modo accarezzata con grande tatto e diplomazia. Ieri Pioli ha citato “Never say never” perché “dobbiamo essere una squadra che non si arrende mai, quindi “Mai dire mai” si adatta a questo Milan”, però ha anche sussurrato concetti come “i miei giocatori sono convinti di essere forti, ed è un bene che pensino così, i giocatori devono sempre pensare positivo, il nostro obiettivo è vincere e divertirci”, oppure “siamo in testa e vogliamo rimanerci”. Mentre nei giorni scorsi erano stati Maldini e Massara a ribadire di “non porsi alcun limite e cercare di sorprendere”.

buone notizie

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D’altra parte è difficile continuare a nascondersi con i numeri attuali. La striscia da 23 risultati utili di fila si commenta da sola e siccome ci sono momenti in cui tutto gira per il verso giusto, Pioli ieri pomeriggio è volato a Udine (dove il ricordo di Astori diventa ancora più prepotente) con altre buone notizie. Ovvero la possibilità di convocare, ben più in fretta del previsto, Donnarumma e Hauge, guariti dal Covid assieme a Gabbia.

giovane vecchio

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Particolarmente importante – è evidente in base a com’era andata la sfida con la Roma – il ritorno fra i pali di Gigio, che si è negativizzato a soli cinque giorni dall’annuncio del contagio. Probabilmente sarebbe più corretto parlare di falsa positività, ma a questo punto conta relativamente. L’Ats venerdì sera ha autorizzato il portiere e Hauge a riprendere gli allenamenti, ed è tutto ciò che importa. Gigio si rimette i guanti e il Milan torna ad avere la sua fisionomia di base. Basti pensare che negli ultimi cinque anni Donnarumma ha saltato solamente 13 partite di campionato: con lui in campo il Milan ha subito una media di 1,1 gol a partita, senza di lui 1,7. D’altra parte in questo torneo è il portiere con la più alta percentuale di parate: 90,9%. Numeri importanti, che però non raccontano l’altra metà della luna di Gigio. Quella di un giovane vecchio che a 21 anni è già – e non da ora – un leader del gruppo per esperienza e carattere. C’è molto di suo in quei 23 risultati utili di fila, così come ci sarà molto di suo se arriverà l’agognata fumata bianca sul rinnovo di contratto. Lui la volontà l’ha già espressa: restare in rossonero. Solo che a volte non basta, anche se sembra paradossale. Pure il Milan si è espresso più volte: tenere Gigio con sé è una priorità assoluta, una pietra angolare del Diavolo che verrà e il club nutre una certa fiducia di riuscirci. Adesso occorre trovare il modo di trasformare la fiducia in un autografo.

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