Thursday, April 15
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Binotto: “Seb? Sbagliata sosta, non strategia” – FormulaPassion.it

Una domenica da bicchiere mezzo pieno. Almeno secondo il team principal della Ferrari Mattia Binotto. La terza ed ultima gara italiana di questo strano e bellissimo calendario 2020, sul tracciato di Imola, ha restituito una rossa combattiva, anche se solo per le posizioni al di sotto del podio, ma anche un po’ pasticciona. Charles Leclerc ha come al solito salvato la baracca con un buon quinto posto finale, mentre Sebastian Vettel è stato costretto ad accontentarsi della 12esima piazza sotto la bandiera a scacchi più per errori del team che non per suoi demeriti, visto il buon ritmo mostrato in pista.

Leclerc: “Avrei firmato per il quinto posto”

Bicchiere mezzo pieno? Sì, nel senso che cercavamo consistenza sul passo gara dopo Portimao e l’abbiamo ottenuta – ha spiegato il boss del muretto rosso a fine gara ai microfoni di Sky Sport F1peraltro in un tracciato completamente diverso da quello che era Portimao, con mescole che erano analoghe a quelle della Germania. Con le morbide non abbiamo sofferto di graining e di degrado. Questa è la parte positiva, avevamo un buon ritmo in gara. Charles con le soft probabilmente poteva andare più forte di Ricciardo. Il passo era buono ed era quello che cercavamo. Peccato per la qualifica di ieri”.

Vettel: “Non il risultato che meritavamo”

Ha fatto però discutere la gestione della gara di Sebastian Vettel. Il tedesco è parso finalmente a suo agio con la Ferrari di quest’anno, ma è stato pesantemente penalizzato da una sosta ai box lenta. Binotto ha accettato questo ‘addebito’, ma non quello di aver messo il tedesco su una strategia sbagliata: “Sebastian sicuramente si trova a suo agio maggiormente con questa vettura rispetto a quella di qualche gara fa e sta mostrando il suo passo gara. Spero per lui che nelle prossime gare non combineremo il pasticcio che abbiamo fatto oggi al pit-stop e di fare meglio – ha sottolineato Binotto – errori sulla strategia però non credo. Era quella giusta. Montare prima le soft sarebbe stato troppo presto. Ritardare ulteriormente non aveva senso, perché stava perdendo la sua posizione su Norris. Stavamo cercando di tenerlo fuori più a lungo per vedere se piano piano poteva guadagnare posizioni, però quando il gap si è stabilizzato era il momento di rientrare. La strategia quindi è andata bene su di lui. Abbiamo pasticciato il pit-stop”.

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