Saturday, May 15
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Vuelta, sullAlto de la Farrapona si impone Gaudu. Roglic sempre in maglia rossa – La Gazzetta dello Sport

Il francese della Groupama-FDJ vince l’11ª tappa, davanti allo spagnolo Soler e all’australiano Storer. Lo sloveno mantiene la leadership in classifica, a pari tempo con l’ecuadoregno Carapaz

L’Alto de la Farrapona resterà per sempre nei ricordi di David Gaudu: sulla salita asturiana il francese della Groupama ha conquistato la sua prima grande vittoria, staccando nel finale Marc Soler, con i migliori arrivati un minuto dopo tutti insieme. Undicesima tappa delle 18 di questa Vuelta sempre elettrica, con 170 chilometri, 5 Gpm e 4700 metri di dislivello, coperti in quasi 5 ore. Roglic e Carapaz restano appaiati in testa, con lo sloveno in rosso per i migliori piazzamenti. Oggi niente scossoni, però domani si arriva sul totem Angliru.

La protesta

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Partenza in ritardo per la protesta a sorpresa inscenata dalla Ineos, la squadra di Carapaz, che ha così voluto mostrare il proprio dissenso per la decisione di ieri di dare 3 secondi di distacco all’ecuadoregno rispetto al vincitore di tappa, Primoz Roglic, che così si è preso la maglia rossa.

Arriva Marc Soler

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Sulla salita della Colladona, la prima delle quattro di prima categoria della tappa odierna, sono andati via Eg, Nelson Oliveira, Armirail, Storer e Donovan, raggiunti poco dopo da Gaudu, Guillaume Martin e Wellens. Poi sul secondo colle, l’Alto de la Cobertoria, è arrivato Marc Soler e si è staccato Wellens. Il gruppetto è arrivato ad avere oltre 3 minuti di vantaggio, con Marc Soler staccato di 3’52” dalla maglia rossa in classifica, trentunesimo.

Fuga consolidata

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Sul duro Puerto de San Lorenzo, ultimi 3 chilometri con pendenza fissa superiore al 10%, in testa si è staccato Eg, Guillaume Martin ha consolidato la leadership della classifica degli scalatori e il gruppo guidato dalla Jumbo-Visma, con la Ineos subito dietro, è passato a 2’20”. In discesa i fuggitivi hanno di nuovo stirato il vantaggio fino ai 3 minuti.

Dominio Jumbo

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La salita finale non è tremenda, ma piazzata lì dopo tanto dislivello ovviamente fa selezione. Armirail e Oliveira perdono contatto, col portoghese che molla dopo aver fatto un lavoro straordinario per Marc Soler. Che cerca una collaborazione che i compagni di fuga non vogliono dargli. Così, col gruppo in pericoloso avvicinamento, il catalano a 5,2 km dall’arrivo decide di attaccare e alla sua ruota resta solo il francese Gaudu, mentre nel gruppo Carapaz perde tutti i suoi gregari, con la Ineos che impallidisce di fronte alla forza della Jumbo: Roglic appoggiato da 4 uomini e il danese Vingegaard che ha tirato per chilometri e chilometri da solo. Lo squadrone però non spaventa Carapaz, che arriva davanti a Roglic e mostra di avere testa e gambe sufficienti per lottare anche senza gregari. In testa Gaudu piazza l’allungo decisivo, con Soler che non può ripetere il successo ottenuto a Lekunberri ma risale in classifica fino al sesto posto, a 2’44”.

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