Sunday, May 16
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SullAlto de Moncalvillo Roglic stacca tutti. Carapaz conserva la maglia rossa – La Gazzetta dello Sport

Lo sloveno si aggiudica l’impegnativa 8ª tappa, dopo un appassionante duello con l’ecuadoriano, secondo e sempre leader della classifica. Terzo l’irlandese Martin

Domenica era stata solo una giornata no. Re Roglic non ha alcuna intenzione di abdicare e per il successo finale c’è anche lui. Lo sloveno della Jumbo-Visma ha vinto l’8ª tappa della Vuelta, da Logrono all’Alto de Moncalvillo, di 164 km. Dopo un duello spettacolare ha preceduto l’ecuadoriano Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), secondo a 13″ e sempre leader della classifica generale. Terzo l’irlandese Daniel Martin (Isreal Start-Up Nation), a 19″.

Percorso e abbandoni

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Frazione corsa nelle Comunità autonome di Rioja, importante regione vinicola della Spagna, e Castiglia e León. Percorso mosso nella prima parte, ideale per attacchi da lontano. A 60 km dall’arrivo la prima asperità di giornata: il Puerto de la Rasa, un 2ª categoria, 10 km al 5% medio, con rampe iniziali al 9%. Lunga discesa e breve tratto ondulato, poi a 8,3 km dal traguardo inizia l’Alto de Moncalvillo: 1ª categoria, 9,2% di pendenza media, con punte in doppia cifra nei 4 km finali, dal 10 al 15%. Si toccano i 1.490 metri di altitudine, per oltre 760 metri di dislivello. Non partono il polacco Michael Golas (Ineos Grenadiers), il francese Kenny Elissonde (Trek-Segafredo), a causa di una gastroenterite, e il compagno Matteo Moschetti, giunto fuori tempo massimo nella 7ª frazione. Ma il ritiro che fa più clamore è quello di Tom Dumoulin, 29enne olandese della Jumbo-Visma, che alza bandiera bianca perché non in condizione.

La corsa

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La fuga di giornata nasce intorno al km 20. Sono in sette: i francesi Julien Simon (Total Direct Energie) e Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step), gli australiani Robert Stannard (Mitchelton-Scott) e Benjamin Dyball (NTT Pro Cycling), lo spagnolo Angel Madrazo (Burgos-BH), il portoghese Alberto Rui Costa (UAE Emirates) e il belga Stan Dewulf (Lotto Soudal). Vantaggio che supera i 5′ sul gruppo della maglia rossa, tirato dagli uomini della Ineos, squadra del leader Carapaz, in particolare da un generoso Chris Froome. Ma sul Puerto de la Rasa cambia lo spartito: la Movistar prende la testa del plotone e alza il ritmo. Il gap dei battistrada si riduce in modo inesorabile, e alle pendici dell’ultima ascesa il gruppo torna compatto. Il passo della formazione spagnola è forsennato anche nel tratto iniziale dell’Alto de Moncalvillo e fa selezione. A 5 km dal traguardo è il forcing di Michael Woods (EF Pro Cycling) per il capitano Hugh John Carthy a far male a molti, tra cui Soler e Valverde. E ai -3,5 km il britannico parte secco, accendendo la corsa. In un primo momento solo lo statunitense Sepp Kuss riesce a rispondere, ma Carapaz sale con il proprio ritmo e ricuce il divario. Poi è l’ecuadoriano ad allungare, con Roglic subito sulla sua ruota. Il duello tra i due è bellissimo e prosegue a suon di scatti. Decisivo quello dello sloveno a 500 metri dall’arrivo, che vince la resistenza della maglia rossa, cogliendo il terzo successo alla Vuelta (secondo in questa edizione). Carapaz arriva a 13″, Daniel Martin a 19″. Giornata da dimenticare per Enric Mas, che al traguardo paga 54″.

Classifica e prossima frazione

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Sempre leader Richard Carapaz, ma Roglic (grazie anche al gioco degli abbuoni) è ora secondo, a soli 13″. Terzo Martin a 28″, quarto Carthy a 44″, quinto Mas a 1’54”. Giovedì 29 ottobre è in programma la 9ª tappa, da Castrillo del Val ad Aguilar de Campoo, di 163,6 km. Tappa sostanzialmente pianeggiante, una delle poche in questa edizione della Vuelta. Occasione che i velocisti non dovranno lasciarsi sfuggire.

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